Ciao a tutti.
Scrivo queste due righe per esprimere il mio stato di frustrazione dopo quello che ormai, direi purtroppo abitualmente, sta succedendo sui nostri campi di gioco. L’Endas è una società nuova che piano piano dopo tanto lavoro da parte di tutti, si sta facendo onore nei vari campionati e credo che i nostri ragazzi giorno dopo giorno stiano facendo dei progressi prima di tutto come persone e poi come giocatori.
Quando intrapresi questa avventura con l’Endas, il mio primo obiettivo fu quello di formare una grossa famiglia, riuscire ad unire un gruppo di persone che avessero come primo desiderio quello di far divertire i propri figli giocando a pallacanestro.
Visto gli ultimi avvenimenti evidentemente HO FALLITO.
Vedere durante le partite i genitori e nonni/e che invece di vivere l’avvenimento insieme si isolano in vari gruppetti, vedere e sentire continuamente insulti rivolti all’arbitro, il più delle volte un ragazzo come i nostri, e ai ragazzi della squadra avversaria, mi viene spontaneo chiedermi, ma perchè andare avanti? forse è meglio chiudere?
Senza dubbio sarebbe la soluzione più semplice, e molte volte ci ho pensato seriamente, ma poi mi vengono in mente tutte le belle esperienze passate insieme a questi ragazzi e mi domando, ma perchè ci devono rimettere proprio loro che hanno sempre avuto un senso di sportività e maturità maggiore dei propri genitori?
Facciamo tutti, noi adulti, un passo indietro, pensiamo solo ai nostri ragazzi che si divertono a fare questo stupendo sport e cerchiamo di non rovinare tutto il lavoro che i nostri atleti fanno quotidianamente in palestra.
Un saluto Sauro Navicelli